Storie d'accoglienza

“Storie d’Accoglienza” è il blog di Città delle Palme.

Uno spazio dove raccontiamo ciò che accade ogni giorno quando una comunità sceglie di prendersi cura delle fragilità del proprio territorio.


Qui trovi volti, esperienze, piccoli gesti che fanno la differenza, progetti che nascono e camminano grazie alla generosità condivisa.


Non sono numeri, ma storie vere di prossimità, dignità e relazione.

Perché l’accoglienza non è un’idea: è una storia che continua.

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13 febbraio 2026

Test 1

News Il nuovo furgone è realtà: una storia di generosità che ci ha commossi
24 novembre 2025

Il nuovo furgone è realtà: una storia di generosità che ci ha commossi

Ci sono momenti in cui una comunità dimostra davvero chi è. La raccolta fondi per il nuovo furgone alimentare è stato uno di quei momenti. Negli ultimi mesi il nostro vecchio mezzo, dopo oltre vent’anni di servizio, continuava a fermarsi. Ogni guasto significava un rischio concreto: interrompere il ritiro delle eccedenze alimentari e lasciare senza aiuto le famiglie fragili che accompagniamo ogni settimana. Per alcuni giorni abbiamo trovato soluzioni di emergenza. Volontari si sono messi a disposizione con le proprie auto per non fermare il servizio, soprattutto nel periodo delle festività natalizie, quando il bisogno è ancora più evidente. Ma era chiaro che serviva una risposta stabile. Così abbiamo lanciato l’appello per l’acquisto di un nuovo furgone. All’inizio la raccolta è partita in modo discreto. Era un periodo intenso, pieno di impegni e iniziative. Poi è accaduto qualcosa che ci ha toccato profondamente. Una mattina, un bambino di sei anni si è presentato con una piccola busta. Dentro c’erano i risparmi di due mesi della sua “paghetta”. Aveva deciso di donarli per il nuovo furgone. Quel gesto semplice, puro, disarmante, ha acceso qualcosa. Ha ricordato a tutti che non conta quanto si dona, ma il cuore con cui lo si fa. Da quel momento è partita un’ondata di generosità sorprendente. In poco più di due settimane sono arrivate donazioni sufficienti per acquistare il nuovo mezzo, sistemarlo, effettuare tutti i controlli necessari e completare le pratiche. Il furgone che oggi vedete in strada è di seconda mano, ma è stato completamente revisionato per garantire sicurezza e affidabilità. Anche in questo percorso abbiamo visto una rete di bene attorno a noi: chi si è messo alla ricerca del mezzo, chi ha contrattato il prezzo, chi ha seguito le pratiche burocratiche, e perfino un’azienda del territorio che ha offerto gratuitamente la personalizzazione esterna del veicolo. Il nuovo furgone non è solo un mezzo di trasporto. È la possibilità di continuare a raggiungere oltre settanta famiglie ogni settimana con cibo fresco recuperato dai supermercati e dai mercati del territorio. È continuità. È affidabilità. È presenza. Grazie a chi ha donato con generosità. Grazie a chi ha contribuito con sacrificio. Grazie a chi ha sostenuto il progetto con fiducia e con incoraggiamento. Questo risultato è frutto di una comunità che ha scelto di non restare ferma. Il cammino continuaL’acquisto del furgone è un traguardo importante, ma il nostro servizio non si ferma qui. Ogni settimana continuiamo a raccogliere, preparare e consegnare cibo fresco alle famiglie che vivono un momento di difficoltà. Se desideri sostenere il nostro lavoro e contribuire a mantenere attivo questo servizio di prossimità, puoi farlo con una donazione. Ogni contributo ci aiuta a restare presenti dove serve davvero.

Progetto Restyling Restyling Social Housing
11 febbraio 2026

Restyling Social Housing

Perché la dignità passa anche da un letto che non scricchiola Ci sono momenti della vita in cui non serve molto. Ma serve tutto ciò che conta. Un letto sicuro. Uno spazio ordinato. Un luogo che non umilia, ma sostiene. Il nostro Social Housing di Rivoli nasce nel 2009 con un obiettivo chiaro: offrire accoglienza temporanea a persone che attraversano una fase di difficoltà abitativa, lavorativa ed economica. Non è solo un tetto. È un luogo di passaggio, un tempo di ricostruzione, uno spazio dove fermarsi per ripartire. Qui le persone trovano pasti caldi, servizi igienici, lavanderia, supporto umano e pratico, regole semplici e vita condivisa. Trovano una casa temporanea che li accompagna in un tratto delicato della loro storia. Negli anni questo luogo ha accolto decine di uomini e donne che avevano perso stabilità, sicurezza, punti di riferimento. È diventato un punto di riferimento per il territorio torinese, un presidio silenzioso di prossimità. Oggi però dobbiamo dirlo con sincerità: le camere non sono più all’altezza della nostra missione. I letti sono usurati. I materassi hanno fatto il loro tempo. Gli arredi sono spesso improvvisati. Le luci insufficienti. Gli spazi poco funzionali. Non parliamo di estetica. Parliamo di dignità. Quando una persona entra nel Social Housing spesso ha già attraversato umiliazioni, precarietà, notti difficili. Non possiamo permettere che anche la stanza in cui dorme le ricordi soltanto ciò che manca. Per questo nasce il progetto Restyling Social Housing. Vogliamo rinnovare le stanze in modo semplice e concreto: ambienti essenziali, ordinati, sicuri, facili da mantenere. Camere minimal, funzionali, accoglienti. Spazi che proteggono, che restituiscono calma, che permettono di riposare davvero. Il cambiamento passa anche da qui. Dal potersi sdraiare su un letto stabile. Dal riporre i propri effetti personali in un armadio sicuro. Dal dormire al buio giusto, nel silenzio giusto. Dal sentirsi, anche solo per un periodo, custoditi. Il nostro obiettivo è raccogliere 23.500 euro nel corso del 2026 per rinnovare completamente le stanze del Social Housing. Non è una spesa accessoria. È un investimento in dignità concreta. Ogni stanza rinnovata sarà un passo verso una ripartenza più solida per chi attraversa una fase fragile della propria vita. Vogliamo farlo una stanza alla volta. Una persona alla volta. Se senti che anche tu vuoi contribuire a trasformare questa casa, puoi scoprire di più sul progetto e sostenere il Restyling Social Housing.

Progetto Cura Continua Cura Continua
11 febbraio 2026

Cura Continua

Una casa pulita che cura la dignità Accogliere non significa solo offrire un letto. Significa offrire uno spazio che non ferisce. Una casa pulita, ordinata, rispettosa. Un luogo dove chi entra non si sente tollerato, ma accolto. Nel nostro Social Housing di Rivoli ogni persona arriva con una storia diversa. C’è chi ha perso il lavoro, chi ha attraversato una separazione difficile, chi ha vissuto mesi di precarietà abitativa. Tutti arrivano con una fragilità, spesso invisibile. E quando si entra in una casa dopo un periodo di instabilità, il primo messaggio che si riceve è silenzioso ma potente: questo posto parla di te. Una stanza trascurata comunica abbandono. Una casa pulita comunica rispetto. La pulizia non è solo igiene. È dignità. Negli anni il numero degli ospiti è cresciuto, gli spazi si sono ampliati, le necessità sono aumentate. Mantenere standard adeguati di igiene affidandosi esclusivamente alla gestione interna è diventato sempre più complesso. Non perché manchi la buona volontà. Ma perché le difficoltà personali, sociali e talvolta cognitive degli ospiti rendono irrealistico delegare completamente a loro la responsabilità di una sanificazione profonda e costante. Il rischio è concreto: pulizie parziali, interventi discontinui, ambienti che si deteriorano nel tempo. Per questo nasce il progetto Cura Continua. Un progetto semplice, ma decisivo. Integrare interventi professionali di sanificazione con un percorso educativo e di responsabilizzazione. Prevediamo circa 18 interventi all’anno di un’impresa di pulizie professionale. Interventi reali, strutturati, capaci di garantire igiene profonda e manutenzione costante degli spazi. Ma non si tratta solo di “far pulire qualcuno”. Durante questi momenti, gli ospiti vengono coinvolti a rotazione e affiancati ai professionisti. È un tempo di apprendimento informale, di attivazione personale, di responsabilità condivisa. Prendersi cura degli spazi significa imparare a prendersi cura degli altri. E, poco alla volta, anche di sé stessi. Il progetto è coordinato da Francesco Lodigiani, responsabile della casa e dei progetti dell’associazione. Francesco è stato ospite di Città delle Palme. Ha attraversato la sua tempesta, si è rialzato, e ha scelto di restare per accompagnare chi arriva dopo di lui. Sa cosa significa entrare in una casa che ti accoglie con rispetto. E lavora ogni giorno perché questo resti possibile per tutti. L’obiettivo di raccolta fondi per il 2026 è di 8.000 euro. Una cifra che coprirà gli interventi professionali programmati e garantirà continuità al progetto. Non è una spesa invisibile. È un investimento in dignità concreta. Una casa pulita non risolve tutto. Ma può essere il primo segno che la vita può tornare ad avere ordine. Se desideri sostenere il progetto Cura Continua, puoi scoprire di più e contribuire con una donazione. Perché la cura non è un dettaglio. È ciò che fa la differenza.